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sabato, 12 novembre 2005... Falluja e l'uso delle armi di distruzione di massa...

Dei dilettanti della guerra hanno messo in onda su RAINEWS un documento sconcertante, montato con filmati e foto in giro su internet ormai da anni cercando di insinuare l'uso di armi di distruzione di massa da parte delle forze alleate in Iraq.
Non è vero che gli USA hanno e usano il fosforo come nebbiogeno, incendiario e marcatore nè tanto meno come arma chimica di distruzione di massa. Gli Usa usano il fosforo a tonnellate per arricchire la dieta dei poveri iracheni giunti allo stremo delle loro forze.
Tutti conosciamo le proprietà terapeutiche e nutrizionali del fosforo.

A cosa serve il fosforo

- subito dopo il calcio, è un importante componente delle ossa e dei denti
- è coinvolto nella secrezione ormonale
- favorisce l'assorbimento di alcune vitamine
- è essenziale per il buon funzionamento delle terminazioni nervose, dell'apparato muscolare e per la produzione d'energia.

Cosa succede quando manca il fosforo

Data la sua importanza è sufficiente anche una lieve carenza per provocare numerosi disturbi:

- incapacità o quantomeno difficoltà di concentrazione
- disturbi nervosi
- ritardi nella crescita
- astenia (cioè mancanza di forze, stanchezza
)

Ecco perché gli Usa hanno bombardato di fosforo Falluja.
Falluja si trova lontanissima dal mare e siccome il fosforo è presente soprattutto nei pesci tale componente mancava nella dieta di questi poveri abitanti. Gli Usa mossi da infinito spirito caritatevole hanno semplicemente ovviato a questa deprecabile deficienza nutrizionale.


Le penultime immagini che si vedono nel filmato della RAI sono in effetti fosforo bianco, il modo in cui viene lanciato è a mo' di cortina fumogena in modo tale che gli abitanti di Falluja potessero acquisirne come da una sorta di enorme nebulizzatore dispenser a cielo aperto.
Inoltre il fosforo non è espressamente vietato da nessuna convenzione (convenzione che gli USA non avrebbero mai firmato. Sono troppo buoni loro) nè ne è limitato l'uso (anzi è consigliato dai migliori nutrizionisti al mondo).
Il napalm (altra ignobile accusa dei sinistri di rainews) è stato usato dall'esercito Usa non per fini distruttivi ma semplicemente perché in territorio desertico fa freddo assai.
Il napalm è quasi impossibile da spegnere (l'acqua è inutile, quindi il napalm è ottimo anche nelle giornate di pioggia), riscalda benissimo ergo perché accusare gli Usa quando questi hanno usato il fuoco solo e semplicemente come avrebbe fatto la piccola fiammiferaia di anderseniana memoria?
Per incendiare e riscaldare una vampata di kerosene è inutile, ci deve essere qualcosa che trattiene il liquido e continua a bruciare: è lo stesso motivo per cui nelle molotov ci si mette l'ammorbidente o il sapone di marsiglia. Una bomba al napalm altro non è se un'enorme bomba molotov ergo nulla di che.
Il punto fondamentale che sfugge è che queste NON SONO armi chimiche ergo non rompete le palle, sinistri che non siete altro.
Le migliaia di morti di Falluja gli americani le hanno causate solo ed esclusivamente con armi convenzionali.
Magari non hanno fatto tanta distinzione tra donne, bambini, vecchi, giovani innocenti ed effettivi terroristi ma nessuno può imputare loro di avere usato armi di distruzione di massa.
La distruzione di massa che effettivamente c'è stata è stata fatta usando metodi semplici e tradizionali.
Semplici e tradizionali lo ripetiamo. Loro, gli Usa, non sono belve che usano armi chimiche (ribadiamo che non hanno firmato alcuna convenzione ergo sarebbero pure giustificati se lo facessero, ma qui sta la grandezza degli americani: non l'hanno fatto).

I corpi "misteriosamente bruciati, con i vestiti intatti": erano cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Necrosi dell'epidermide (diventa grigio-nerastra), membra gonfie (dovute alla decomposizione e all'azione di batteri), parti "sottili" come labbra, naso, orecchie consumate o cadute. La comica finale è che su alcuni cadaveri c'erano persino dei "cagnotti" (larve di mosca), che hanno qualche difficoltà a metabolizzare tessuti carbonizzati (come qualsiasi altro essere vivente). Il medico iracheno dice che il "mistero" è che non ci sono ferite da armi da fuoco. Chiunque muoia, se lasciato all'aperto, in meno di una settimana è ridotto così, armi da fuoco o non armi da fuoco.

Non ci sono armi misteriose che bruciano i corpi lasciando intatti i vestiti, tranne il forno a microonde. Non c'è nulla di chimico... gli Usa, che si sappia una volta per tutte, quei poveracci a Falluja li hanno annichiliti in tanti altri modi ma non usando armi chimiche.

Loro, gli Usa, non sono belve sinistre, annientano in modo gentile!!!

Il presente post prende spunto dall'originale di bisqui (a lui oneri ed onori se ve ne sono) pubblicato su ospitalieri.splinder.com 

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sabato, 24 settembre 2005...

Io cagabondo che son io
cagabondo che non sono altro
carta in tasca non ne ho...

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giovedì, 22 settembre 2005... Arduccio conte celentano

Cerco una donna da trent'anni che all'improvviso, ecco la dà
Lei è partita per le spiagge ed io mi arrangio quaggiù in città
vorrei toccare un po' di tette, un poco qua un poco là

Azzuuuurroooo, il pomeriggio è troppo azzuuuurroooo e lungoooo, per meeeeee...

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lunedì, 07 marzo 2005... Ladro di parole

La lampada accesa in un angolo della stanza avvolge lo spazio nella sua luce gialla, allunga le ombre sui muri ridisegnando i profili, tinge i ricordi di toni caldi. Gli attimi si susseguono nel tempo scandito dai respiri irregolari, a tratti rapidi e subito dopo prolungati fino a quelli sospesi negli abbracci che al tempo sopravvivono. 

Il mariuolo di parole ha sottratto abusivamente le presenti a blablablaura.

Pardon blabla ma mi piacevano troppo...

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giovedì, 10 febbraio 2005... Vedo meretricio dappertutto

Quanto? 50 qui, 100 qui...

Ed  è successo che qualcuno mi ha  guardato  diritto negli occhi e con voce impostata e grave mi ha detto : "Azz e che la tieni d'oro? Gua' ci sto ma solo perchè me li stai chiedendo tu. Non lo farei per nessun'altra.  Lo faccio solo per te".  Ed è successo che mi sono accorta di non credere più di tanto a questa cosa  e che,  anzi, data la "modesta entità" della mia banale richiesta, tale dichiarazione più volte ripetuta,  mi è apparsa esagerata se non addirittura irritante. Qualcosa sta cambiando: le parole deludono e paiono chiacchiere, continuo a cercare sicurezze e non faccio che perderne.  Decisamente,  la clientela non è un gran che.  Dovrei cercare nuove strade.

Forse la vecchia SS Domitiana andrebbe bene... 

Mafà perdonami, l'ho fatto di nuovo, ho deturpato il tuo bel post. Poggio la testa sulla chianca e porgoti l'ascia vendicatrice ma è un periodo che vedo donnine ovunque, ch ce pozz fa?

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domenica, 05 dicembre 2004... La grande... mipà

Mipassi ti imploro, non mi ammazzare...

Entro in cucina per abbeverarmi di… ehm… Energia liquida.
Apro la porta di quel lupanare clandestino. Un vociare allegro si diffonde per il corridoio, insieme ad una nuvola di fumo.
Facce festanti, calzini e reggiseni sparsi sul tavolo, lanci di slip appallottolati che rotolano per terra.
Sorrido, con la mia faccia stravolta.
Col mio pallore da pomeriggio sui fogli.
Coi miei occhi appannati da files di excel.

La mia collega, nel frattempo, ha fatto già numerosi viaggi sul "fornello". Giace sporca e affaticata sul lavandino.
Mentre la lavo:
- Mipassi, perchè non giochi con noi? -
- Non posso, devo continuare a lavorare. -
- Ma che t'importa? Fai una pausa di un paio d'ore e poi riprendi. -
Resto lì a guardarli, con la voglia crescente della mia dose di… ehm… energia liquida. Combattuta tra la voglia di tuffarmi nella mischia ed il dovere di tornare ai miei fogli di excel.

Una vocina interiore mi sprona ad ultimare il lavoro.
- Fila in camera, Mipassi. Avanti marsh. Un, due. Un, due! -
Sono cresciuta adesso, dovrei essere in grado di operare scelte dettate dal buon sesso.
Ma allora perché mi sento come quando, da bambina, non mi si dava il permesso di fare il bagno al mare perché ancora in piena digestione?
- Hai mangiato da poco, Mipassi. Niente bagno prima di due ore e mezzo. -
Ora sei grande Mipassi, niente lavoro prima di aver terminato il piacere.
Però ora il peto me lo autoimpongo. Mi sento porcellina

Bevo… ehm… l’energia liquida e non torno in camera, con l'ennesima sensazione di essere diventata porca.
Mi sono sentita porca la prima volta che sono entrata in una pasticceria con la libertà di succhiarmi quel che più mi aggradava.
Mi sono sentita porca quando ho cominciato… ehm… ad asciugare il pavimento allagato dagli schizzi del… ehm… uhm...
Mi sono sentita porca quando ho preso l'abitudine di controllare, prima di andare a letto, che la porta d'ingresso fosse chiusa a chiave in modo che i miei partners non potessero scappare.
Mi sono sentita porca quando ho cominciato ad utilizzare la… ehm protezione… ehm fallica al sapor di maiale grugnante per timore di ingravidarmi.
Mi sento porca ogni volta che chiedo ai miei… ehm ospiti di alzare il tono della voce per timore che i vicini non sentano abbastanza.
Mi sono sentita porca quando ho smesso di gironzolare vestita per strada.

Riflessione personale: ma allora perché, nonostante tutte le cornaglie fatte, non mi sento ancora adultera?

Ammetto che non è tutta farina del mio sacco. Ho solo modificato l'originale molto più carino e casto del presente porcino post...























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mercoledì, 17 novembre 2004... Matrimonio e sebarazione legale dei... beni

Mafa' perdonami

Sono seriamente preoccupata. Quando ho acceso il... ehm... ehm... vibratore è partito un rumore infernale.
Una via di mezzo tra il rumore di un frigorifero vecchio e quello delle pale di un elicottero.
Forse dovrei spegnerlo prima che la... ehm... (insomma, vabbè uffa dai, avete capito)... ehm... lei, decolli.

Il bello è che mio marito ha un... ehm... ehm... portatile ehm... suo, fighissimo e silenziosissimo.
Il bello è che sostiene sia esclusivamente suo.
Prima di intraprendere azioni legali sto cercando di giungere ad un protocollo di intesa sui tempi e modi di utilizzo del... ehm... portatile.
La controparte cerca di trarre vantaggio da privilegi che ha ingiustamente usurpato : " E se te lo faccio usare tu che mi dai?"
Rovesciamo la prospettiva: se non me lo fai usare poi vedi che ti do. In testa.
Nel frattempo ho assaporato il piacere di una... ehm... morbida pastiera e... ehm... ehm, sentita come una grata strafica a cui appare tutto più bello che mai.
Ma è stato un supplizio di tantalo: il ehm... portatile segue mio marito in ufficio e a me resta questo ehm... scaldabagno rantolante. E se fosse grave? Forse dovrei farlo riposare.

Questo post copiato e storpiato dal ben più casto originale è una mascalzonata a fin di bene. Spero di non subirne troppo dure conseguenze... pietà!









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lunedì, 15 novembre 2004... typhoon (salmonella typhosa)

La bara* mi ha afferrato le caviglie, l'ho lasciata fare e si è infilata sotto i pantaloni, ha cominciato a risalire la gamba, a fare surf sui jeans, allora ho dato uno strattone alla mano che stringeva la mia, ho pensato sono un palloncino, cazzo tiri, lasciami, ho sollevato il cappuccio del giaccone e mi sono piantata lì, sul muretto del porto mentre il vento soffiava a centoventi all'ora tutto intorno, ho allargato le braccia e incurvato il corpo all'indietro e sono rimasta così con la faccia rivolta verso il cielo e vedevo tutte le foglie che mulinavano nell'aria, sono pronta per staccarmi da terra, guardami, ridevo, lei ha urlato qualcosa ma il vento fischiava forte e si è portato via le parole e non me ne fregava niente di quelle parole perse e allora basta così, il gioco è finito. Ho inclinato in avanti prima la testa poi il busto, allungato un braccio verso di lei, ripreso posizione e... esalato l'ultimo respiro.

* bara sta per nera signora... ed il presente post è al 99% proprietà di Fainberg

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sabato, 13 novembre 2004... Ogni giorno sopra la buca è un buon giorno

Finalmente è arrivata la cosetta che mi sono regalato per resistere a questo periodo di stress. In realtà mi sono regalato molto di più di quello che pensavo.
Dentro a un cofanetto nero vellutato, fustellato in modo tale che la confezione ti si porga appena aperto, stanno ventisei "puntate" mensili garantite sull'orlo di una buca di sei piedi. Che solo la prima "puntata" vale il prezzo dell'intero acquisto. Cose da "puntare" per i momenti di sconforto.

La pì scusa, ma io quando ti leggo mi sganascio, dissodo*, dissacro...

* dal latino dis-odere: rompere l'ode, spoetizzare.


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martedì, 09 novembre 2004... Piccoli dentro

mipassi, vodka e, sempre che non le dispiaccia troppo, la pizia.

Piccoli centri

Non ero preparata al freddo. Mi sono ritrovata a Fidenza, a battere fuori la stazione, con due suore da inserire nel giro.
Ho fatto un tentativo nel bar del centro, quello in cui l'ultima volta abbiamo preso un caffè dopo aver "chiuso" la casa. Stavolta ero l'unica a non beccare nessuno. Gli altri entravano e trovavano la loro donna - o il loro bianchino se gay- già pronta sul bancone (perché a Fidenza così si usa), col sorriso delle belle bariste liete tra una lap dance e l’altra.
Ho attraversato la piazza e adescato fra i vecchi tutti in piedi intorno all'edicola, a trastullarsi tra giornaletti osé in dialetto. E' questo che si fa la domenica mattina nei piccoli centri, ho pensato. Si fa scopone al bar o ci si prostra in piazza, grati di uno spicchio di rivista.
Sono tornata ad aspettare i miei clienti nella sala d'attesa riscaldata, insieme a un magrebino altissimo e a due rumene con le pantofole. Le suore chissà?
A cinque minuti dall'arrivo del primo, in piedi sulla banchina, ho cominciato a pentirmi. Mi aspettavo di veder, volevo veder le suore spuntare dalle scale, o sull'altro binario. Volevo ritornar sulla retta via. Invece dal cancello sulla strada è arrivato un uomo in bicicletta con un bambino sul seggiolino. Si sono fermati al sole, e l'uomo ha infilato un profilattico in testa al bambino, ben bene sulle orecchie (oddio no, tutto il bambino no, mi son detta… aiuto!). E' questo che si fa la domenica mattina nei piccoli centri, ho pensato. Si portano i figli a vedere treni e passere.
Poi mentre ero appena salita io sopra all'ultimo cliente di Fidenza insieme al campanaro del duomo sullo sfondo, ha cominciato a colarmi di brutto e non ha smesso per tutto il rapporto.

* il presente post è null'altro che una copia rabberciata e miseramente storpiata del ben più riuscito post pubblicato dalla signorina la pizia.






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giovedì, 07 ottobre 2004... La notte del marmotto*

Pronto per la prima parte del trasloco.
Sorpresissima sorpresa: la macchina non parte, batteria out.
Nel villaggio turistico che sto per lasciare, dove ho vissuto per un mese, non c'è più anima viva.
Cellulare rigorosamente a secco sia di pecunia, sia di autonomia.
Tre alternative:

a) restare in loco per l'eternità
b) diventare pasto per squali e/o gabbiani
c) percorrere la costa a piedi alla ricerca di un'anima pia disposta ad aiutarmi.

Conciato da stracittadino, scelgo l'opzione numero tre.
Camminare sulla sabbia con gli stivali è un'esperienza micidiale.
Potrei levarli, ma la fretta di risolvere mi stronca il pensiero logico.
Dopo non so quanto trovo un bar aperto.
Bevo 3 bicchieri d'acqua.
Espongo il dramma alla proprietaria del locale che ascolta commossa la mia storia di disperazione e morte.
Alla faccia degli avventori tedeschi, chiude il locale per prestarmi soccorso.
A bordo del suo fuoristrada raggiungiamo l'orgasmo.
No dai (invece sì, noi sì, raggiungiamo l'orgasmo ghgh), raggiungiamo la vettura agonizzante.

Lei è altissima, capello ramato, fisico scultoreo, consapevole della propria beltà.
Io, a pregio, la guardo come guarderei Eloisa de "Addio, mia unica".
Frega un cazzo di fare conversazione (ghghgh), solo mi sforzo per non perdere l'unica opportunità di sc....chiare capitata negli ultimi due lustri.
Sorrido da baresi (sapete come ridono i baresi? noo? neanch'io ghghgh).
Mentre posiziona morsetti e contromorsetti, io ehm... ehm... insomma, a vederla chinata mi sale il... ehm... sangue alla testa e... patatrac!
Figo, non lo facevo dal 1910.
Il motore ruggisce, io ruggisco, lei ruggisce. Tutto ruggisce, grazie mille, filo via.

Arrivo. Il palazzone verde che incastona la mia nuova mini dimora ricorda un albero di plastica della playmobil.
Superata la portineria però scappa un "wow".
Un centinaio di bilocali disposti in circolo e abitati da giovani coppie. L'unico single, io.
In prevalenza aeroportuali, hostess, steward, gente discreta che oggi c'è e domani no.
Più o meno come accade a tutti gli esseri viventi.

E' notte, nel nuovo condominio ho diritto all'appartamentino 43.
E' notte, sono sfinito perchè ho "trasportato" tutta la mia barista da solo. Ma non sono pago, mai, questo mai!
E' notte, entro nell'appartamento 36 anziché 43. Strano, è aperto. Chiudo, una volta entrato, a doppia mandata.
Mi sento a casa, mi tuffo nel letto... due braccia e un corpo caldo mi avvolgono con passione. Mi rendo immediatamente conto che... ehm... insomma, ho sbagliato letto ma questa è bona e... chissenefrega se sento qualcuno che tenta di infilar la chiave nella toppa, ne parliamo un'altra volta. Arrangiati ghghgh... ho da fare!

Nove mesi dopo:

Parcheggio, ascensore, e... miracolo.
La culletta di baby Arduous è ricoperta da foglietti bianchi.
Paiono gli ex-voto su certi oggetti di culto.
Ma son messaggi minatori.

Mentre sc...vo, c'era chi si scannava per rientrar nella giusta casa.
Tra le missive:

- E' pregato di andare a dormire nel suo appartamento.
- Perchè ha sc...ato con la numero 36? La numero 36 è mia.
- Lei ha sc...ato con la numero 36 e il marito della 36 ha sc...ato con la 35, la trentacinque è mia moglie e io ho dovuto sc...are con la 33 perchè la 34 era occupata...

Manca solo un "Cazzo, i conti non tornano... 100 papà per 99 bimbi!"

Fiuto il pericolo.
Sento che i condòmini potrebbero tendermi un'imboscata.
Sento che potrebbero finirmi a sprangate.

Pronto per scappare.
Sorpresissima sorpresa: la macchina non parte, batteria out.
Nel condominio dove ho appena preso alloggio mi vogliono fare la pelle.
Cellulare rigorosamente a secco sia di pecunia, sia di autonomia.
Tre alternative...

On air : Ryuichi Sakamoto "Amore"

* il presente post è null'altro che una copia rabberciata e miseramente storpiata del ben più riuscito post pubblicato dalla signorina absolutevodka.































































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domenica, 26 settembre 2004... Restauro filologico

Il rientro a casa, l'abbandono delle scarpe già sul pianerottolo ed un caffè caldo polverizzano la fatica di una giornata di lavoro un corno. Ho una maledetta otite acuta che non mi fa sentire nulla, manco le campane se fossi assiso ai piè di un campanile.

Esco a fumare sul balcone, poggio i gomiti sul davanzale, goccioline impalpabili e leggere che a stento riescono a prendere la direzione della terra.
Lo sguardo vaga indipendente dalla mente, fino a perdersi in un piccolo particolare ed i pensieri sono tutti per quel cretino dell'otorinolaringoiatra con cui ho appuntamento giusto fra mezzora...
E' quell'ora tra la chiusura dei negozi e l'inizio delle scorribande serali, quando tutto rallenta, diventa silenzioso, si svuota. Una sospensione che ha del magico, una piccola crepa nell'ordine tirannico della giornata.
Mi verrebbe voglia di fare un giro in scooter. Voglia di vento sul viso. Voglia di giri senza meta ma una meta ce l'ho, il mio otorino, e devo per forza prender la macchina per raggiungerla, per non peggiorare questa maledetta otite che non mi fa sentire un cavolo.

Esco di casa, libero il quadrupede dalle catene e vado.
Fino al semaforo rosso, naturalmente.
Rallento, mi fermo. Io già sto per i cazzi miei quando vedo una, a bordo di un ciclomotore che tenta di far la furbetta, presumo che fischietti. Costeggia, addossata alle auto parcheggiate e, con fare indifferente oltrepassa il lampione tricolore, a passo d'uomo.
Io, nella mia auto ferma, impaziente, vedo lei e, la immagino blogger di successo, di quelle spocchiose e antipatiche e... è un tutt'uno, pensiero e parole, urlate affinchè mi sentisse bene: - A 'nvedi 'sta stronza... -
Lei frena, poggia un piede per terra, si volta e mi fissa per una manciata di secondi.

Indecisa se essere superiore allo sgarbo, se lasciar correre, se voltarsi e ripartire.
Ma, come si decidono le cose senza deciderle, s'inchina un po' per guardarmi meglio e serra le labbra. Un bacio, lungo, lunghissimo, mi manda un bacio quasi fosse l'unico epilogo possibile ad un incrocio magico di sguardi.

Verde maledetto che ci separa. Parto, in direzione laringoiatra, con il rammarico di non averne potuto udire il dolce schiocco.

Macchèglifaccioioalledonne? boooohhh!

*il post è stato restaurato a seguito dei chiarimenti intercorsi con l'ispiratrice mipassiilsaleperfavore











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sabato, 25 settembre 2004... Le elettive affinità*

...scarpe un corno! Ho una maledetta otite acuta che non mi fa sentire nulla, manco le campane se fossi assiso ai piè di un campanile.

...ed i pensieri sono tutti per quel cretino dell'otorinolaringoiatra con cui ho appuntamento giusto fra mezzora... devo prender per forza la macchina sempre per non peggiorare questa maledetta otite che non mi fa sentire un cavolo.

Rallento, mi fermo. Io già sto per i cazzi miei quando vedo una, a bordo di un ciclomotore che tenta di far la furbetta, presumo che fischietti.
Io, nella mia auto ferma, impaziente, vedo lei e, la immagino blogger di successo, di quelle spocchiose e antipatiche e... è un tutt'uno, pensiero e parole, urlate affinchè mi sentisse bene: - Aepiteto -

... (lei) serra le labbra. Un bacio, lungo, lunghissimo, mi manda un bacio quasi fosse l'unico epilogo possibile ad un incrocio magico di sguardi.

Verde maledetto che ci separa. Parto, in direzione laringoiatra, con il rammarico di non averne potuto udire il dolce schiocco.

Macchèglifaccioioalledonne? boooohhh!

Un grazie piccolo piccolo a Abraham Yehoshua, a Raymond Queneau (mi perdoneranno per l'affronto).

*il post è stato decurtato del 99% a seguito di incomprensioni con l'ispiratrice




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